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Consumo di suole

2/1/2022
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“Siamo veri”

Così mi ha detto Daniela Lucangeli quando ci siamo visti per la prima volta in Lombardini22. Una piacevole sensazione dopo le emozioni della conversazione via Zoom di qualche mese fa. Siamo veri, siamo corpi. Abbiamo il piacere di guardarci intorno e abbiamo il dovere di farci vedere nella nostra fisicità. Perché così la relazione è più ricca, la comunicazione più immediata. Voltaire ha detto:

“È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria”

e più recentemente Mario Monicelli:

“Non abbiamo capito più nulla quando abbiamo smesso di prendere l’autobus”.

Nelle ultime settimane ci siamo confrontati spesso con il tema del dopo, dell’oltre, del meta qualcosa. Non esiste un Planet B ma si parla di Marte come se potessimo trasferirci lì o come se potessimo risolvere il problema delle produzioni nocive spostandole sul pianeta rosso. Siamo consapevoli del poco tempo a nostra disposizione per cambiare i nostri comportamenti e abbassare la curva del riscaldamento globale e pensiamo a una alternativa. È il vecchio dilemma vecchia città nuova città, nulla di nuovo sotto il sole se non la consapevolezza della nostra difficoltà a fare sacrifici oggi per un domani migliore e il tentativo, sicuramente affascinante, di uscire dalla realtà per vivere in un mondo digitale, smaterializzato.

Noi non sappiamo come andrà a finire, ma fedeli al nostro viverci come comunità stiamo facendo di tutto per mantenere una forte attenzione alla nostra dimensione umana, corporea.

In queste settimane il virus si sta riprendendo e automaticamente scattano quarantene e limitazioni della nostra libertà di movimento. La disponibilità dei vaccini ha reso comunque possibile il ritorno ad una vita quasi normale che abbiamo apprezzato: non tutti ma quasi.

Abbiamo apprezzato soprattutto la possibilità di vedersi di persona, ci siamo sentiti ripagati nella fatica dello spostamento dalla gioia di vedere che “siamo veri”.

Abbiamo la possibilità di farlo, di muoverci, con tutta l’attenzione che ci vuole: facciamolo. Due passi per avvicinarci gli uni agli altri, per capirci meglio, per consolarci. Consumeremo un po’ di suole, ma ne vale la pena.

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January 2, 2022
Redazionale
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January 2, 2022

Consumo di suole

“Siamo veri”

Così mi ha detto Daniela Lucangeli quando ci siamo visti per la prima volta in Lombardini22. Una piacevole sensazione dopo le emozioni della conversazione via Zoom di qualche mese fa. Siamo veri, siamo corpi. Abbiamo il piacere di guardarci intorno e abbiamo il dovere di farci vedere nella nostra fisicità. Perché così la relazione è più ricca, la comunicazione più immediata. Voltaire ha detto:

“È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria”

e più recentemente Mario Monicelli:

“Non abbiamo capito più nulla quando abbiamo smesso di prendere l’autobus”.

Nelle ultime settimane ci siamo confrontati spesso con il tema del dopo, dell’oltre, del meta qualcosa. Non esiste un Planet B ma si parla di Marte come se potessimo trasferirci lì o come se potessimo risolvere il problema delle produzioni nocive spostandole sul pianeta rosso. Siamo consapevoli del poco tempo a nostra disposizione per cambiare i nostri comportamenti e abbassare la curva del riscaldamento globale e pensiamo a una alternativa. È il vecchio dilemma vecchia città nuova città, nulla di nuovo sotto il sole se non la consapevolezza della nostra difficoltà a fare sacrifici oggi per un domani migliore e il tentativo, sicuramente affascinante, di uscire dalla realtà per vivere in un mondo digitale, smaterializzato.

Noi non sappiamo come andrà a finire, ma fedeli al nostro viverci come comunità stiamo facendo di tutto per mantenere una forte attenzione alla nostra dimensione umana, corporea.

In queste settimane il virus si sta riprendendo e automaticamente scattano quarantene e limitazioni della nostra libertà di movimento. La disponibilità dei vaccini ha reso comunque possibile il ritorno ad una vita quasi normale che abbiamo apprezzato: non tutti ma quasi.

Abbiamo apprezzato soprattutto la possibilità di vedersi di persona, ci siamo sentiti ripagati nella fatica dello spostamento dalla gioia di vedere che “siamo veri”.

Abbiamo la possibilità di farlo, di muoverci, con tutta l’attenzione che ci vuole: facciamolo. Due passi per avvicinarci gli uni agli altri, per capirci meglio, per consolarci. Consumeremo un po’ di suole, ma ne vale la pena.

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January 2, 2022
Redazionale
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In questi tempi bisogna aver coraggio per andare avanti, perché siamo solo all'inizio. E l'allegria è il modo in cui lo facciamo.