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Ricostruire la nostra sede, un mattoncino alla volta
16/6/2022
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89.648 pezzi, 5,5 metri quadri e 2000 ore di progettazione.

Sono solo alcuni dei numeri che descrivono il progetto di Andrea Del Sordo, Consulente e Ingegnere per la Sicurezza, che dal 2017 ha un obiettivo: realizzare il modello LEGO® di Lombardini22. Un sogno ambizioso sia in termini di tempo che di sviluppo, e che richiede ordine, precisione e creatività. Valori che, a detta sua, ha imparato proprio giocando con i famosi mattoncini colorati e che applica ogni giorno nel suo lavoro.

Il 23 maggio di quest’anno quel sogno è diventato un diorama di 115 kg, un grande regalo per la nostra Community. Completamente interattivo e giocabile. In questa intervista Andrea ce lo racconta, dall’inizio alla fine.

Com’è nata l’idea di fare un modello LEGO® di Lombardini22?

Il progetto è nato un po’ per caso, come quasi tutte le cose. Stavo progettando un elemento riconducibile anche a Lombardini22 che mi serviva per un altro diorama e mi si è accesa una lampadina. Ho iniziato a impostarlo nel dicembre 2017, poi quando avevo completato la parte che corrisponde allo spazio del 22 feci vedere il progetto direttamente dal software di modellazione a Franco (Guidi, ndr) e lui mi disse “Bello, vai avanti”. Ma non avevo ancora nessuna intenzione di realizzarlo un giorno.
Poi nel corso degli anni ci sono state tante modifiche della nostra sede a livello di spazi, acquisizione di nuove aree… e ogni volta che finivo un pezzo ci dovevo rimettere mano perché cambiava qualcosa. Dovetti rivedere il modello per metterlo in scala il più possibile e soprattutto per realizzarlo in moduli, perché per costruire un oggetto così grande l’unico modo e farlo in moduli. Prima di tutto per semplicità di costruzione, perché è impossibile avere delle istruzioni di tutto il modello, poi per un discorso di tempi e infine per una questione di peso e trasporto. Se Lombardini22 un domani dovesse decidere di spostarlo e disassemblarlo, può separare i 29 moduli di cui è composto e portarlo tranquillamente altrove.

Che strumentazione tecnologica serve per poter realizzare un progetto di queste dimensioni?

Io ho usato due software: Lego Digital Designer, di LEGO®, per creare principalmente le strutture, mentre per i dettagli e gli arredi mi sono affidato a Stud.io. Da entrambi è possibile accedere alla libreria dei pezzi che rappresenta sia un elemento positivo che un limite. La cosa bella è che hai a disposizione tantissimi mattoncini semplici, e poi sta alla creatività dell’individuo costruire qualcosa che sia fedele alla realtà. L’aspetto diciamo più negativo è che purtroppo ci sono tante cose che non sono realizzabili con i pezzi della libreria, come ad esempio gli elementi sinuosi e curvi, tipo la nostra rampa al numero 20. LEGO® nasce come un gioco molto spigoloso.

Come ci si muove all’interno della libreria? Ci immaginiamo uno spazio (virtuale) sconfinato in cui serve una mappa… o uno spiccato senso dell’orientamento.

Io sono un AFOL (Adult Fan of LEGO®, ndr) collezionista, progetto da diversi anni e ho una vasta conoscenza della libreria. Quando entro in un ambiente riesco a immaginarmelo fatto con le componenti dei singoli pezzi di LEGO®, canaline, volte, rilevatori, estintori compresi. Ci vuole tanto tempo e passione.
Per realizzarlo ho sudato parecchio perché tra il tempo per progettarlo, quello per fare gli ordini, aspettare che arrivasse il materiale, creare le istruzioni di montaggio e realizzarlo ho stimato in tutto più di 2.000 ore di lavoro. Vorrei finirlo entro il 23 maggio, il giorno del mio compleanno.

Quindi questo è un regalo che fai alla Community di Lombardini22?

Diciamo di sì, l’effetto WOW deve arrivare dall’interno, da chi ha conoscenza degli spazi. Chi non abita quotidianamente Lombardini22 può rimanere sbalordito per la dimensione del progetto e la cura al dettaglio, ma non può riconoscere tutti gli spazi.

Questo modello è casa nostra, è per noi. Completamente giocabile.

Non è un giocattolo, è un modello.

Parliamo dei pezzi. Mi dicevi che sono in totale 89.648, come te li sei procurati?

I fornitori principali sono stati ovviamente LEGO® con Pick a Brick, e Bricklink, una specie di Google per collezionisti e appassionati che vendono e comprano mattoncini, set e qualsiasi pezzo riconducibile a LEGO® in tutto il mondo. L’80 % è materiale nuovo, il restante 20 % è usato.
Alcuni pezzi hanno già una storia, può essere che questa porticina qui fino a qualche mese fa fosse nella cameretta di un bambino di 8 anni in Danimarca.
Abbiamo acquistato solo in Europa per una questione di tempi e costi di spedizione.

Qualche giorno fa Elda Bianchi e Franco Guidi hanno posato il primo mattoncino. Di che modulo era?

Il primo mattoncino è delle fondamenta, del modulo 1 di L20.

Qual è stata la parte più complessa da realizzare?

Il modulo 1, con la facciata e l’ingresso, per me è il “modulo sacro” perché abbiamo tanti livelli diversi: il piano interrato, la strada, il primo piano e il sottotetto. Sono tutti sovrapposti e si può aprire per guardare all’interno. Non è che dove fisicamente non vedo dentro non c’è niente: in ogni parte ci sono gli elementi che corrispondono alla realtà e aprendolo si può verificare. In tutto il modello ci sono più di 30 pannelli apribili, due di questi appartengono alla facciata stessa di Lombardini22! Anche la copertura dell’area Retail, per la sua conformazione geometrica, è stata abbastanza difficile da costruire, ma sono molto soddisfatto di come è venuta.

Questa tua passione influisce in qualche modo sul tuo approccio al lavoro?

Credo molto nei valori della LEGO® che riconosco in Lombardini22: qualità, creatività, ordine, precisione. Penso che da un punto di vista organizzativo e gestionale siano utili in qualsiasi tipologia di lavoro, inoltre giocare con i pezzi aiuta a sviluppare la creatività e costruire un metodo.
Prendi ad esempio questa stanza: qui ci sono 90 mila mattoncini in uno spazio molto limitato, se non avessi diviso bene i pezzi e non sapessi dove andare a cercarli sarebbe ben difficile riuscire a costruire qualcosa.
Se non hai tutto sotto controllo è complicato realizzare un progetto.
Sia perché perderesti un sacco di tempo a cercare le componenti, sia perché non avresti lo spazio adatto per farlo.

Come mai un modello fisico, ingombrante, in una fase in cui tutto sembra andare nel metaverso?

In Lombardini22 abbiamo tanta esperienza digitale e tanti investimenti in R&D sulla Digital Transformation, ma ci piace la fisicità dei nostri progetti, ci piace vivere l’esperienza della comunità nei nostri spazi. Quindi abbiamo un modello digitale dei nostri uffici, ma era fondamentale anche avere un modello fisico giocabile.

Cosa ne sarà di questo modello?

Nel momento in cui consegno le chiavi a Lombardini22 mi auguro che ne faccia tesoro e se ne prenda cura, ma comunque ci sarà sempre il mio occhio a controllare.

*Il modello LEGO® di Lombardini22 è esposto e visitabile nei nostri spazi.

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June 16, 2022
Progetti
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June 16, 2022

Completamente giocabile

89.648 pezzi, 5,5 metri quadri e 2000 ore di progettazione.

Sono solo alcuni dei numeri che descrivono il progetto di Andrea Del Sordo, Consulente e Ingegnere per la Sicurezza, che dal 2017 ha un obiettivo: realizzare il modello LEGO® di Lombardini22. Un sogno ambizioso sia in termini di tempo che di sviluppo, e che richiede ordine, precisione e creatività. Valori che, a detta sua, ha imparato proprio giocando con i famosi mattoncini colorati e che applica ogni giorno nel suo lavoro.

Il 23 maggio di quest’anno quel sogno è diventato un diorama di 115 kg, un grande regalo per la nostra Community. Completamente interattivo e giocabile. In questa intervista Andrea ce lo racconta, dall’inizio alla fine.

Com’è nata l’idea di fare un modello LEGO® di Lombardini22?

Il progetto è nato un po’ per caso, come quasi tutte le cose. Stavo progettando un elemento riconducibile anche a Lombardini22 che mi serviva per un altro diorama e mi si è accesa una lampadina. Ho iniziato a impostarlo nel dicembre 2017, poi quando avevo completato la parte che corrisponde allo spazio del 22 feci vedere il progetto direttamente dal software di modellazione a Franco (Guidi, ndr) e lui mi disse “Bello, vai avanti”. Ma non avevo ancora nessuna intenzione di realizzarlo un giorno.
Poi nel corso degli anni ci sono state tante modifiche della nostra sede a livello di spazi, acquisizione di nuove aree… e ogni volta che finivo un pezzo ci dovevo rimettere mano perché cambiava qualcosa. Dovetti rivedere il modello per metterlo in scala il più possibile e soprattutto per realizzarlo in moduli, perché per costruire un oggetto così grande l’unico modo e farlo in moduli. Prima di tutto per semplicità di costruzione, perché è impossibile avere delle istruzioni di tutto il modello, poi per un discorso di tempi e infine per una questione di peso e trasporto. Se Lombardini22 un domani dovesse decidere di spostarlo e disassemblarlo, può separare i 29 moduli di cui è composto e portarlo tranquillamente altrove.

Che strumentazione tecnologica serve per poter realizzare un progetto di queste dimensioni?

Io ho usato due software: Lego Digital Designer, di LEGO®, per creare principalmente le strutture, mentre per i dettagli e gli arredi mi sono affidato a Stud.io. Da entrambi è possibile accedere alla libreria dei pezzi che rappresenta sia un elemento positivo che un limite. La cosa bella è che hai a disposizione tantissimi mattoncini semplici, e poi sta alla creatività dell’individuo costruire qualcosa che sia fedele alla realtà. L’aspetto diciamo più negativo è che purtroppo ci sono tante cose che non sono realizzabili con i pezzi della libreria, come ad esempio gli elementi sinuosi e curvi, tipo la nostra rampa al numero 20. LEGO® nasce come un gioco molto spigoloso.

Come ci si muove all’interno della libreria? Ci immaginiamo uno spazio (virtuale) sconfinato in cui serve una mappa… o uno spiccato senso dell’orientamento.

Io sono un AFOL (Adult Fan of LEGO®, ndr) collezionista, progetto da diversi anni e ho una vasta conoscenza della libreria. Quando entro in un ambiente riesco a immaginarmelo fatto con le componenti dei singoli pezzi di LEGO®, canaline, volte, rilevatori, estintori compresi. Ci vuole tanto tempo e passione.
Per realizzarlo ho sudato parecchio perché tra il tempo per progettarlo, quello per fare gli ordini, aspettare che arrivasse il materiale, creare le istruzioni di montaggio e realizzarlo ho stimato in tutto più di 2.000 ore di lavoro. Vorrei finirlo entro il 23 maggio, il giorno del mio compleanno.

Quindi questo è un regalo che fai alla Community di Lombardini22?

Diciamo di sì, l’effetto WOW deve arrivare dall’interno, da chi ha conoscenza degli spazi. Chi non abita quotidianamente Lombardini22 può rimanere sbalordito per la dimensione del progetto e la cura al dettaglio, ma non può riconoscere tutti gli spazi.

Questo modello è casa nostra, è per noi. Completamente giocabile.

Non è un giocattolo, è un modello.

Parliamo dei pezzi. Mi dicevi che sono in totale 89.648, come te li sei procurati?

I fornitori principali sono stati ovviamente LEGO® con Pick a Brick, e Bricklink, una specie di Google per collezionisti e appassionati che vendono e comprano mattoncini, set e qualsiasi pezzo riconducibile a LEGO® in tutto il mondo. L’80 % è materiale nuovo, il restante 20 % è usato.
Alcuni pezzi hanno già una storia, può essere che questa porticina qui fino a qualche mese fa fosse nella cameretta di un bambino di 8 anni in Danimarca.
Abbiamo acquistato solo in Europa per una questione di tempi e costi di spedizione.

Qualche giorno fa Elda Bianchi e Franco Guidi hanno posato il primo mattoncino. Di che modulo era?

Il primo mattoncino è delle fondamenta, del modulo 1 di L20.

Qual è stata la parte più complessa da realizzare?

Il modulo 1, con la facciata e l’ingresso, per me è il “modulo sacro” perché abbiamo tanti livelli diversi: il piano interrato, la strada, il primo piano e il sottotetto. Sono tutti sovrapposti e si può aprire per guardare all’interno. Non è che dove fisicamente non vedo dentro non c’è niente: in ogni parte ci sono gli elementi che corrispondono alla realtà e aprendolo si può verificare. In tutto il modello ci sono più di 30 pannelli apribili, due di questi appartengono alla facciata stessa di Lombardini22! Anche la copertura dell’area Retail, per la sua conformazione geometrica, è stata abbastanza difficile da costruire, ma sono molto soddisfatto di come è venuta.

Questa tua passione influisce in qualche modo sul tuo approccio al lavoro?

Credo molto nei valori della LEGO® che riconosco in Lombardini22: qualità, creatività, ordine, precisione. Penso che da un punto di vista organizzativo e gestionale siano utili in qualsiasi tipologia di lavoro, inoltre giocare con i pezzi aiuta a sviluppare la creatività e costruire un metodo.
Prendi ad esempio questa stanza: qui ci sono 90 mila mattoncini in uno spazio molto limitato, se non avessi diviso bene i pezzi e non sapessi dove andare a cercarli sarebbe ben difficile riuscire a costruire qualcosa.
Se non hai tutto sotto controllo è complicato realizzare un progetto.
Sia perché perderesti un sacco di tempo a cercare le componenti, sia perché non avresti lo spazio adatto per farlo.

Come mai un modello fisico, ingombrante, in una fase in cui tutto sembra andare nel metaverso?

In Lombardini22 abbiamo tanta esperienza digitale e tanti investimenti in R&D sulla Digital Transformation, ma ci piace la fisicità dei nostri progetti, ci piace vivere l’esperienza della comunità nei nostri spazi. Quindi abbiamo un modello digitale dei nostri uffici, ma era fondamentale anche avere un modello fisico giocabile.

Cosa ne sarà di questo modello?

Nel momento in cui consegno le chiavi a Lombardini22 mi auguro che ne faccia tesoro e se ne prenda cura, ma comunque ci sarà sempre il mio occhio a controllare.

*Il modello LEGO® di Lombardini22 è esposto e visitabile nei nostri spazi.

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June 16, 2022
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In questi tempi bisogna aver coraggio per andare avanti, perché siamo solo all'inizio. E l'allegria è il modo in cui lo facciamo.